Silent Hill: Revelation

Sei anni dopo il primo capitolo ecco arrivare il seguiro di quel Silent Hill che aveva fatto contenti tanti fan, e non, del videogioco da cui era tratto. Il film segue i fatti del primo capitolo con alla guida di tutto un nuovo regista, non più Christophe Gans (Il patto dei Lupi) ma Michael J. Bassett (Solomon Kane), e tutto in 3D. Non sapevo cosa aspettarmi da questo sequel, le speranze erano parecchie ma le voci che cominciavano a girare dalla rete erano sconfortanti. Brutto, sgangherato, insoddisfacente sotto diversi punti di vista. Sconfortato mi sono apprestato alla visione con flebile speranza ma con la voglia di crederci perchè la serie videoludica da cui è tratto è senza dubbio una delle mie preferite. Dico subito che il film non riesce ad essere bello come il predecessore ma, nonostante questo, non è neanche così brutto come molte persone tendono ad etichettarlo. Diciamo subito che i temi sono diversi e questo, sospetto, sia colpa anche del 3D che rende il film una creatura molto più giocattolosa di quello che era il capitolo precedente. Quì le sensazioni che si insinuavano piano piano non hanno il tempo per usare certi ritmi e il tutto è accelerato a discapito del coinvolgimento. Succedono tante cose in questo Silent Hill: Revelation, più di quante ne succedevano nel capitolo precedente. Ci sono più personaggi, più creature, più ambientazioni, più tutto! La narrazione segue uno schema molto videoludico (rifacendosi principalmente al terco capitolo videoluico) con personaggi che si spostano da punto x a punto y, che vanno di location in location, che trovano mappe che portano a stanze che portano a chiavi che portano a porte (da aprire), il tutto davvero molto simile a quanto accade nei videogiochi. I fan del videogiochi, come me, avranno di certo molti motivi per amare il film, tantissime piccole citazioni per gli estimatori. Allora perchè vista la mole di contenuti il film non riesce a decollare definitivamente al di sopra del suo predecessore? Il motivo è da riscontrarsi in diversi fattori. Il primo quello del tempo che assieme al 3D, come già detto, non và a suo favore. Le tante cose in poco tempo costringono il film a fermarsi di rado perdendo molto in atmosfere che avrebbero avuto bisogno di più tempo e calma per essere assaporate. Altra pecca è, purtroppo, il finale con uno scivolone che centra ben poco con quello che è l’universo di Silent Hill che fà calare il giudizio finale ma che non mi fà dimenticare di quanto di buono visto in precedenza. Tirando le somme un film forse più per i fan che per tutti, che non potranno cogliere tutte le citazioni, ma che saprà divertire in modo diverso al suo predecessore.

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