Looper

looper_poster1Mi aspettavo una cosa diversa da questo film. Quello che sapevo prima di vederlo erano in effetti poche cose. I due protagonisti sono Joseph Gordon-Levitt e Bruce Willis che impersonano lo stesso personaggio ma in due età diverse, giovane e vecchio protagonista che finiscono per incrociarsi a causa di questione che riguardano i viaggi nel tempo, senza contare che il giovane per qualche motivo deve uccidere il vecchio. Sapendo questo mi aspettavo un film puntato molto sull’ action dove i protagonisti si rincorrono, si sparano in faccia con qualche battutina quì e lì per tutta la durata del film. Forse una specie di Buddy Movie in salsa viaggio temporale. Invece una volta iniziato il film mi accorgo subito che i toni sono serissimi e difficilmente si troverà lo spazio per infilarci qualche battuta divertente. Senza contare che, a conti fatti, nel film si spara pochissimo. Quindi com’è questo Looper? Looper è uno strano prodotto, uno sci-fi con qualche scena action che punta molto più sul racconto che sulle pistole che comunque non mancano, anche se in quantità minore al preventivato. Facendo questo il film riesce a sorprende e ad elevarsi rispetto al mucchio di genere in cui io ero pronto a buttarlo tanto da non annoiare mai nonostante le quasi due ore di durata. La storia risulta credibile appassionando lo spettatore nonostante ci siano un pò di questioni temporali di cui non sia pienamente convinto. Altra cosa che non mi ha, purtroppo, convinto è il finale del film che dopo una bella costruzione sembra chiudersi un pò tronco con una risoluzione forse banalotta e fin troppo semplicistica. Mi sarei aspettato un twist finale più complesso che sicuramente avrebbe giovato parecchio al film che perde l’occasione di elevarsi ulteriormente. Ne rimane comunque un buon film guardabile dall’inizio alla fine con due bravi protagonisti e un piccolo Pierce Gagnon che si farà ricordare.

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Prometheus

di Ridley Scott. 2012

Ho aspettato del tempo prima di scrivere qualcosa su Prometheus. Avevo bisogno di assimilarlo, di capirne l’effetto a distanza di tempo. Ora mi sento pronto per parlarne. Per scriverne. Quindi. Le aspettative per questo ritorno alla fantascienza pura da parte di Ridley Scott erano altissime, sopratutto per il fatto che il tutto gira intorno alla saga di Alien. Capolavoro o fallimento? Nuova saga o Prequel? la verità, come in moltissime cose, sta nel mezzo e come la famosa questione del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno probabilmente il risultato, positivo o negativo, dipende da diversi fattori tra cui l’occhio di chi guarda. Per quanto riguarda me una volta tirate le somme non posso fare altro che sentenziare un voto positivo. Mi è piaciuto. E non poco. Dicevo prima del tempo che mi sono preso per assimilarlo in modo da fare chiarezza sui lati positivi e sui lati negativi di un opera davvero complessa. Prima di tutto mettiamo in chiaro alcune questioni sul progetto visto che, girando per svariati forum, mi è parso di capire che moltissima gente non abbia capito che cosa stava andando a vedere. E si che secondo me la cosa era abbastanza chiara, sopratutto per i fanboy che hanno seguito passo passo, come il sottoscritto, ogni dichiarazione fatta sul progetto. Tutto nasce da Ridley che riprende in mano l’universo di Alien e decide di fare un prequel per spiegare che cosa sia successo prima dell’arrivo dei nostri eroi nel famigerato pianeta dove tutto ebbe inizio. Quello dello Space Jokey. Quello dove trovarono le famose Uova. Insomma, lo spiegone delle origini. A poco a poco che il progetto andava avanti le questione diventavano complicate e il materiale scritto si ampliava a dismisura tanto che a un certo punto la produzione ha suggerito a Scott di creare una Saga tutta nuova. Scott, entusiasto, ha così deciso di creare qualcosa di nuova rimanendo nello stesso universo di Alien e mantenendo, visto il materiale di partenza, dei punti di contatto tra le due saghe. Fu così che il progetto assunse un anima tutta sua dal titolo Prometheus vietando l’uso dell’aggettivo Prequel. Ad aiutare Scott arrivò così Damon Lindelof, lo sceneggiatore di Lost, l’uomo per cui tanta gente parla male di Prometheus. Il punto dolente di Prometheus, se proprio vogliamo definirlo dolente, è la scrittura. Lindelof, come in Lost, carica la storia di interrogativi le cui risposte sono riscontrabili solo nei piccoli indizi che semina quì e lì senza dare spiegazioni chiare a tutto quanto, lasciando lo spettatore con un finale aperto su diverse questioni che, per quanto mi riguarda, non sono poi molte. Insomma ho avuto l’impressione che Scott abbia voluto elevare la sua creatura puntando su una via di mezzo tra il classico film di fantascienza alla Alien e qualcosa di più alto. Per certi versi molto più simile a Solaris. La questione è semplicemente se un certo tipo di scrittura possa piacere o meno allo spettatore. Le risposte sui punti di contatto con Alien arrivano ma con esse anche delle nuove domande e il tutto si traduce con una delusione sotto quel punto di vista. Insomma i fan che si aspettano un prequel di Alien con tutte le risposte rimarranno delusi nonostante Scott abbia precisato più volte che Prometheus non sarebbe più stato un vero e proprio Prequel di Alien (anche se un pochini lo è, dai). Ma vedendo la nuova carne al fuoco ci si chiede se sia davvero poi così importante. Per quanto mi riguarda le risposte che non dà non sono poi così essenziali. Il vero problema, più che lanciare quesiti, sta probabilmente nella gestione dei personaggi. Vero punto dolente. Alcuni di loro vengono davvero trascurati e buttati li a casaccio rendendo diverse scene un pò vuote e insensate. Ecco. Una brutta gestione dei personaggi è il vero problema di questa pellicola. E il resto del film? Il resto del film è davvero ottimo. Tutto l’impatto visivo, dalla fotografia ai colori al design è a livelli altissimi tanto da lasciare a bocca aperte in diverse sequenze. Davvero di impatto. Tirando le somme Prometheus probabilmente non è il capolavoro che tutti si aspettavano ma nonostante i piccoli difetti per il sottoscritto rimane comunque davvero un ottimo film. Di quelli che, visti da ragazzino, mi sarei di sicuro innamorato.

The Avengers

di Joss Whedom, 2012

All’inizio quando si è cominciato a parlare di questo progetto non avevo un enorme hipe come altri. Sarà che tralasciando i due Iron Man gli altri film dei super eroi Marvel non mi avevano esaltato più di tanto quindi nessun fanatismo di sorta anche se da quando ha cominciato a circolare il nome di Joss Whedom come regista ammetto che un minimo di aspettativa mi era salita, sarà anche che vista la complessità dell’operazione il rischio pasticcio era dietro l’angolo. Come gestire l’ equilibrio tra questa moltitudine di supereroi senza negare spazio a nessuno? sopratutto con il grosso rischio di un ingombrante Robert Downey Jr? Bene. Ora che il film è uscito la questione è molto semplice. Nulla sarà più lo stesso. Whedom riesce nel suo compito, e anche di più, portando sullo schermo il film dei supereroi che ogni fan desidera. Non c’è nulla fuori posto in questo The Avengers. Gli equilibri sono perfetti, le scene d’azioni non sono ne troppe ne troppo poche e le sue due ore e venti di durata volano via come un soffio non facendosi sentire neanche un pò ma, anzi, lasciandoci con la voglia di vederne ancora e ancora! La scrittura e brillante e i dialoghi parlano da soli con nulla che risulti stonato. Riesce a divertire non rinunciando ad una caratterizzazione dei personaggi di tutto rispetto, cosa assolutamente non facile. Insomma, esistono i film supereroistici prima di The Avengers e quelli dopo. Un ottimo metro di paragone che ridefinisce un genere, nonostante tutto, ancora giovane. Chi segue questo imponente progetto Marvel iniziato diversi anni fà con Iron Man può ritenersi altamente soddisfatto. Ancora una volta Joss Whedom dimostra di aver capito tutto. Obbligatorio.

Stalker

di Andrej Tarkovsky, 1979

“La debolezza e’ potenza, e la forza e’ niente.”

Un film di fantascienza? Tarkovskij trascende il genere trasformandolo in qualcosa di alto definibile solamente come film d’autore senza se e senza ma. E come pochi altri hanno saputo fare (penso a Kubrick, ovviamente) tutto diventa assolutamente Capolavoro. Io lo consiglierei a tutti, in barba a chi ha paura di avvicinarsi ai cosi’ detti film d’autore bollati spesso come noiosi o prolissi. In questo caso si potrebbe arrivare a pensarlo vedendo, o meglio facendosi dire, le tematiche e la struttura del film ma nonostante i ritmi siano cauti, le parole un oceano e la durata non da poco (si superano le due ore e mezza) per quanto mi riguarda non ci si annoia mai e, anzi, si rimarrebbe li, fermi ad ascoltarli ancora e ancora. Un film da guardare e riguardare ma sopratutto da ascoltare e riascoltare.

“Dalla discussione nasce la verita’.”