The Avengers

di Joss Whedom, 2012

All’inizio quando si è cominciato a parlare di questo progetto non avevo un enorme hipe come altri. Sarà che tralasciando i due Iron Man gli altri film dei super eroi Marvel non mi avevano esaltato più di tanto quindi nessun fanatismo di sorta anche se da quando ha cominciato a circolare il nome di Joss Whedom come regista ammetto che un minimo di aspettativa mi era salita, sarà anche che vista la complessità dell’operazione il rischio pasticcio era dietro l’angolo. Come gestire l’ equilibrio tra questa moltitudine di supereroi senza negare spazio a nessuno? sopratutto con il grosso rischio di un ingombrante Robert Downey Jr? Bene. Ora che il film è uscito la questione è molto semplice. Nulla sarà più lo stesso. Whedom riesce nel suo compito, e anche di più, portando sullo schermo il film dei supereroi che ogni fan desidera. Non c’è nulla fuori posto in questo The Avengers. Gli equilibri sono perfetti, le scene d’azioni non sono ne troppe ne troppo poche e le sue due ore e venti di durata volano via come un soffio non facendosi sentire neanche un pò ma, anzi, lasciandoci con la voglia di vederne ancora e ancora! La scrittura e brillante e i dialoghi parlano da soli con nulla che risulti stonato. Riesce a divertire non rinunciando ad una caratterizzazione dei personaggi di tutto rispetto, cosa assolutamente non facile. Insomma, esistono i film supereroistici prima di The Avengers e quelli dopo. Un ottimo metro di paragone che ridefinisce un genere, nonostante tutto, ancora giovane. Chi segue questo imponente progetto Marvel iniziato diversi anni fà con Iron Man può ritenersi altamente soddisfatto. Ancora una volta Joss Whedom dimostra di aver capito tutto. Obbligatorio.

Stalker

di Andrej Tarkovsky, 1979

“La debolezza e’ potenza, e la forza e’ niente.”

Un film di fantascienza? Tarkovskij trascende il genere trasformandolo in qualcosa di alto definibile solamente come film d’autore senza se e senza ma. E come pochi altri hanno saputo fare (penso a Kubrick, ovviamente) tutto diventa assolutamente Capolavoro. Io lo consiglierei a tutti, in barba a chi ha paura di avvicinarsi ai cosi’ detti film d’autore bollati spesso come noiosi o prolissi. In questo caso si potrebbe arrivare a pensarlo vedendo, o meglio facendosi dire, le tematiche e la struttura del film ma nonostante i ritmi siano cauti, le parole un oceano e la durata non da poco (si superano le due ore e mezza) per quanto mi riguarda non ci si annoia mai e, anzi, si rimarrebbe li, fermi ad ascoltarli ancora e ancora. Un film da guardare e riguardare ma sopratutto da ascoltare e riascoltare.

“Dalla discussione nasce la verita’.”

Attack the Block

di Joe Cornish, 2011

Davvero niente male questo esordio di Joe Cornish prodotto da Wright (Shaun of the dead, Hot fuzz) con al suo interno anche l’amico Frost. Un buon fanta-action-comedy con venature horror. Fila tutto che e’ una meraviglia senza annoiare mai con un ritmo che regge fino alla fine. Il film trae ovviamente origine da tutto quel filone di una volta (Critters, Distretto 13, Gremlins) che oggi pare stia tornando in auge con operazioni nostalgia come questa o il ben più famoso Super 8. In giro poi si parla anche di spaccati sociali del ghetto ecc ecc a cui, francamente, non credo poi molto. Per quanto mi riguarda e’ un ottimo film che riesce a intrattenere dall’inizio alla fine. Ce ne fossero.

Quella casa nel bosco

di Joss Whedon. 2012

Inutile girarci intorno, questo film e’ una bomba atomica. Era da tempo che un film horror non mi divertiva tanto e se la prima parte prende i luoghi comuni del genere un po’ come Craven ai tempi di Scream la centrale ne evolve il concetto al tempo dei reality con una terza e ultima parte da masturbazione per i patiti del genere horror. Quasi nulla e’ fuori posto e Joss Whedon si conferma uno di quelli che ha capito tutto producendo e sopratutto scrivendo da appassionato per gli appassionati, roba da abbracciarlo forte forte. Un Instant cult da vedere e rivedere sbragati e col peggior junk food che avete in casa. Joss Whedon uno di noi.

Twixt

di Francis Ford Coppola

Penso che questo sia uno dei film più personali di Coppola. Il nostro si permette di fare quello che gli pare e di sperimentare cercando volutamente un approccio da un lato serio e dall’altro quasi auto-parodistico giocando coi generi, citando e omaggiando ad oltranza e cercando di esorcizzare i suoi stessi demoni mettendo in scena persino la morte del proprio figlio avvenuta nel ’86 (e quindi si capisce molto di più il discorso che il film cerca di fare) . Inoltre nella pellicola si respira l’aria di altri due maestri del cinema, Gilliam e Lynch. Probabilmente molti guarderanno la fotografia e la messa in scena molto televisiva a mio avviso molto voluta per il discorso del quasi auto parodistico trattando la materia dello scrittore e dell incipit alla Stephen King,  dove si sà che la maggior parte delle sue produzioni sono perlopiù televisive (non avete visto Bag of Bones?). Quello che all’apparenza sembra superficiale in realtà non lo è affatto. Non bisogna lasciarsi distrarre. E poi c’è Poe. Non vi basta? C’è pure una bella e brava Elle Fanning. Non vi basta ancora? Siete incontentabili.