Ghost Rider – Spirito di vendetta

di Mark Neveldine e Brian Taylor, 2012

La prima domanda da porsi quando si guarda un prodotto come questo Ghost Rider e’ “cosa mi aspetto?”. Personalmente mi aspetto una gran tamarrata di action e botte ignoranti. Riesce il film a mantenere le aspettative? la risposta e’ Ni. Intuile che parli della storia, per quanto mi riguarda e’ solo una scusa per altro e me ne frega poco, in questo caso, se sia profonda, toccante o intelligente. Io voglio le botte!. Voglio vedere un teschio ed una moto in fiamme che sfrecciano e tirano schiaffoni a destra e a sinistra. Voglio catene che spaccano tutto e tutti. Voglio alzare il volume dell’auto, abbassare il finestrimo e mettere il braccio fuori!. Il vero problema di questo film e’ questo. L’azione e’ poca e il nostro si vede troppo poco menar le mani e troppo tanto parlare a vanvera. A qualcuno interessa? a me no. E non do la colpa a Cage, negli anni ho imparato ad ammirarlo in modo talmente perverso da apprezzare i vari momenti (in ogni film) di WTF involontario che e’ capace di creare (gli voglio bene e lo voglio sul mio comodino). Dicevo, il problema a’ l’azione. Il che e’ un vero peccato perche’ i registi Neveldine e Taylor (registi di quei capolavori che sono i due capitoli di Crank) sanno girare veramente bene e si vede. Le poche scene dove il fantasma motorizzato mena le mani sono davvero meritevoli, girate col giusto ritmo e il giusto piglio con fiamme ovunque e gente che muore male. Se fosse stato per il 90% del film in quel modo a fine pellicola avrei sicuramente applaudito. E invece no. Rimane il rammarico di come avrebbe potuto essere pur non essendo tutto da buttare. Alla fine rimane un film guardabile, a tratti un po’ noiso ma con alcune scene (poche) dove il nostro eroe e’ davvero un figo. Peccato. Sei più.

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