The Raven

Quando The Raven fu annunciato non sapevo cosa pensare, o meglio, lo sapevo benissimo ma mi tenevo a distanza dal farlo probabilmente per paura di rimanere deluso. D’altronde un film che narra i misteriosi ultimi giorni di Edgar Allan Poe precedenti alla sua morte buttandola in un thriller dove il nostro scrittore si ritrova a dover scontrarsi contro un assassino che come modus operandi usa le sue storie, con le mille citazioni del caso, beh, il piatto poteva essere molto ricco e data la mia personale passione per i temi trattati le paure erano molteplici. Poi sapere che il regista era James McTeigue, quello di V per Vendetta, mi lasciava buone speranze. Ma poi uscì il trailer che non era nulla di memorabile e le prime voci sul film ne parlavano abbastanza male. Per questo e altri motivi ho aspettato diverso tempo prima di approcciarmici, forse solo per poterlo visionare a mente fresca e priva di qualsiasi pregiudizio del caso o, ancor più probabile, per stemperare qualsivoglia esaltazione del caso. Senza prolungarmi troppo, Com’è The Raven? E’ meno peggio di quello che si possa pensare a patto di non approcciarcisi troppo seriamente. McTeigue gira bene, parecchie sequenze sono azzeccatissime e il mood generale è abbastanza buono. I problemi vengono probabilmente fuori dalla sceneggiatura altanelante abbassando il tenore del film in diverse sequenze. Ne risulta un thriller senza infamia e senza lode con alcune cose azzeccatissime e altre meno figlio di quel filone inaugurato dallo Sherlock Holmes di Ritchie anche se con toni meno da commedia. Un giochino divertente che non fa gridare al miracolo che quì e lì ha qualche guizzo che saprà tenere desta l’attenzione. Rimane il rammarico per quello che il film avrebbe potuto essere visto il tema trattato e il materiale a disposizione ma, sinceramente, avrebbe potuto essere molto peggio di così. Divertente.

Twixt

di Francis Ford Coppola

Penso che questo sia uno dei film più personali di Coppola. Il nostro si permette di fare quello che gli pare e di sperimentare cercando volutamente un approccio da un lato serio e dall’altro quasi auto-parodistico giocando coi generi, citando e omaggiando ad oltranza e cercando di esorcizzare i suoi stessi demoni mettendo in scena persino la morte del proprio figlio avvenuta nel ’86 (e quindi si capisce molto di più il discorso che il film cerca di fare) . Inoltre nella pellicola si respira l’aria di altri due maestri del cinema, Gilliam e Lynch. Probabilmente molti guarderanno la fotografia e la messa in scena molto televisiva a mio avviso molto voluta per il discorso del quasi auto parodistico trattando la materia dello scrittore e dell incipit alla Stephen King,  dove si sà che la maggior parte delle sue produzioni sono perlopiù televisive (non avete visto Bag of Bones?). Quello che all’apparenza sembra superficiale in realtà non lo è affatto. Non bisogna lasciarsi distrarre. E poi c’è Poe. Non vi basta? C’è pure una bella e brava Elle Fanning. Non vi basta ancora? Siete incontentabili.