Quella casa nel bosco

di Joss Whedon. 2012

Inutile girarci intorno, questo film e’ una bomba atomica. Era da tempo che un film horror non mi divertiva tanto e se la prima parte prende i luoghi comuni del genere un po’ come Craven ai tempi di Scream la centrale ne evolve il concetto al tempo dei reality con una terza e ultima parte da masturbazione per i patiti del genere horror. Quasi nulla e’ fuori posto e Joss Whedon si conferma uno di quelli che ha capito tutto producendo e sopratutto scrivendo da appassionato per gli appassionati, roba da abbracciarlo forte forte. Un Instant cult da vedere e rivedere sbragati e col peggior junk food che avete in casa. Joss Whedon uno di noi.

REC 3: Genesis

Si è parlato tanto di che cosa dovesse essere questo terzo capitolo della saga di REC. Un sequel? Un prequel? nessuno dei due. La parola migliore per descriverlo penso che possa essere Parentesi.Per questo terzo capitolo i due registi dei precedenti, Paco Plaza e Jaume Balaguerò dividono le loro strade e si dividono i restanti capitoli dopo il successo dei primi due (quindi il terzo e il quarto). Tutto questo contare e numerare per dire che questo terzo capitolo è diretto dal solo Paco Plaza che, ritornando al principio, sceglie di dare la sua personale interpretazione alla saga creando una parentesi contestualizzata da un lato all’interno della saga ma dall’altro al di fuori con una vita propria e indipendente. La nostra storia inizia come i più classici del genere seguendo ogni regola dettata fin dal primo capitolo, gente comune, camera a mano e toni realistici e drammatici. Ma dopo un primo quarto d’ora che più classico non si può il nostro decide di rompere la camera a mano (fisicamente e metaforicamente) cambiando completamente registro non solo per il modus operandi puramente tecnico, girando il resto in modo tradizionale, ma anche per quanto riguarda i toni del film trasformando il tutto in una pellicola piena di ironia e, fortunatamente, di sangue. Quindi tutto comincia a vivere di vita propria con personaggi e situazioni decisamente assurde e con svariate sequenze, per quanto mi riguarda, veramente spassassose come l’indossare l’armatura del Santo, l’uccisione con il Minipiner, LA SPOSA CON LA MOTOSEGA, il finale smielatamente sul filo del trash e molto altro. Certo, chi si aspettava un film sulla scia dei precedenti e, sopratutto, non digerisce un certo tipo di horror che punta al divertimento da B-Movie probabilmente rimarrà deluso, mentre per tutti gli altri rimane un buon film che non mancherà di divertire. Consiglio una guardata con lo spirito giusto nella testa e saprà darvi più di una soddisfazione.

Super (2010)

L’immagine quì sopra potrebbe essere per molti un motivo sufficiente per vedere Super di James Gunn ma in realtà i motivi per guardarlo sono molteplici. Prima di cominciare la visione mi sono detto: “cos’è , dopo Kick-Ass è moda?” ma in realtà il film ha un anima e un corpo molto più indipendenti e un cuore decisamente più nero. James Gunn viene dal mondo Troma (sceneggiatore) e quì si trova a dirigere il suo secondo lungometraggio (il primo era il fanta-splatter Slither). Si narra di Frank (Rainn Wilson) che  per salvare la moglie Sarah (Liv Tyler) dalle grinfie del rivale spacciatore (Kevin Bacon) finirà per avere visioni divine che lo porteranno a vestire i panni dell’eroe mascherato Crimson Bolt. Ma a differenza di Kick-Ass quì le cose sono diverse. Quì si spaccano teste con chiavi inglesi e il nostro Frank e la sua aiutante Libby (Ellen Page) sono persone comuni con i loro problemi che, spesso, sconfinano nello psicolabile. Così Gunn finisce per sfornare una commedia indipendente a tratti splatter completamente folle dove il sangue e la violenza fanno spesso capolino in un mondo sporco girato come un B-Movie.  E poi c’è una bravissima Ellen Page come non si vedeva da un pò.